martedì 26 maggio 2009

Nel 1930 il ventitreenne Kurt Gödel dimostrò il Teorema di Incompletezza dell'Aritmetica. Questo teorema, oggi invocato in migliaia di siti Internet, in discorsi di politica, religione, sociologia e, naturalmente, ermeneutica e postmodernismo, ha controverse implicazioni filosofiche ed è stato oggetto di buffi fraintendimenti. Molti nomi celebri del pensiero contemporaneo hanno sentito il bisogno di dir la loro sul teorema: da Wittgenstein a Hofstadter, da Penrose, per il quale il teorema mostra che nessun computer può emulare la mente umana, allo stesso Gödel, che associò la propria scoperta a un'intuizione puramente intellettuale dell'infinito.
Francesco Berto insegna logica a Ca' Foscari e alla Sorbona. Si interessa di filosofia teoretica (dialettica hegeliana, teorie dei sortali, problemi di impegno ontologico), difilosofia del linguaggio (pregi e difetti dell'olismo semantico, questioni di competenza lessicale, semantica modeltheoretic) e di filosofia della logica (paradossi logici, logiche non scotiane, teoremi di Gödel). È autore de "La dialettica della struttura originaria", "Teorie dell'assurdo", "Che cos'è la dialettica hegeliana?" e "Logica da zero a Gödel" . Il suo “Tutti pazzi per Gödel”, che viene presentato in questo incontro, è stato tradotto in inglese e pubblicato da Wiley.

Molti in Italia lamentano una crescente ostilità nei confronti della scienza. Il modo di curare questa situazione consisterebbe nel propinare una overdose di informazione scientifica sui giornali e in televisione. In realtà, questa soluzione è parte del malessere di cui soffre oggi la scienza, ridotta sempre più a mera tecnica e a spettacolo, un malessere che affonda le radici nel più ampio dissesto della scuola italiana, che ha rigettato l'idea fondamentale per cui l'istruzione è soprattutto un processo educativo.
Giorgio Israel è membro della Académie Internationale d'Histoire des Sciences e insegna Storia della Matematica alla Sapienza. Gran parte della sua attività riguarda lastoria della matematica, della scienza e dell’epistemologia della scienza. Ha contribuito particolarmente alle problematiche della divulgazione e dell’insegnamento della matematica e della matematica applicata. Ha diretto e dirige numerosi programmi di ricerca su temi di modellistica matematica e storia della matematica. È autore di molti libri di successo; i più recenti sono “Il mondo come gioco matematico. La vita e le idee di John von Neumann”, “Modelli matematici. Introduzione alla matematica applicata” e “Chi sono i nemici della scienza?”.
mercoledì 15 aprile 2009

Questo libro si distingue dalla maggior parte delle storie dell’editoria non solo per l’oggetto, ma anche per l’attenzione riservata, oltre che alle opere, alle persone, alle tecniche, all’organizzazione, insomma a quanto succede dietro le quinte: un po’ storia d’azienda, un po’ foto di gruppo di amici al lavoro, un po’ verbale di ciò che avviene nel cortile di casa (editrice).
È stato senatore del Gruppo del Partito Democratico dal 2006 al 2008. Oggi, come Amministratore delegato della Zanichelli, fa l’ex-direttore. Se il direttore di un’azienda fa quello che non sanno fare gli altri, allora l’ex-direttore fa quello che gli altri non vogliono fare (poco, per fortuna, in questo caso).

Queste pagine vogliono aprire una porta d’ingresso: da una parte invitare a riflettere sulla personale esperienza passata in matematica, una dimensione del sapere ridotta per i più a un voto sulla pagella; dall’altra intendono stimolare curiosità e interessi, almeno accendere qualche scintilla o instillare il dubbio che un’altra stagione è possibile, che un’altra dimensione è raggiungibile, che qualcosa se ne può capire. Il libro avrà raggiunto il suo scopo se ... avrà un po’ fatto vergognare chi si gloria o non si cura dell’ignoranza in matematica, se in qualcuno avrà sollecitato curiosità maggiori e voglia di approfondimento.